lunedì, marzo 31, 2008
Voglio riportare questo articolo di Oggi di Alberoni sul Corriere della Sera.
Penso possa essere utile a molti... fra cui anche l'imprenditore citato nel blog di DottoreCommercialista oggi... ma anche a me stessa, perche' questi momenti di sconforto ogni tanto assalgono: l'importante e' non diventarne schiavi ;)

Quando un Paese cede alla tentazione di arrendersi

di Francesco Alberoni

 

C'è sempre, nella vita individuale e sociale, il momento della riscossa e del contrattacco. Per lunghi periodi ci adattiamo al mutare delle circostanze attraverso accordi, convenzioni, compromessi. Spesso arretrando, ma a poco a poco, in modo da conservare l'impressione che nulla sia cambiato. Come quando la sera la luce si indebolisce lentamente e noi sforziamo gli occhi e ci affatichiamo finché, improvvisamente, non ci rendiamo conto che è buio e dobbiamo accendere le lampade. Troppo spesso ci adagiamo nell'abitudine e non ci svegliamo nemmeno quando la realtà ci manda segnali fortissimi. Per quanto tempo le democrazie occidentali non hanno capito cosa stava facendo Hitler e non hanno reagito adeguatamente? Ora sta succedendo qualcosa di analogo nel campo economico. Da tempo la nostra economia soffre, le famiglie fanno fatica a tirare avanti. L'ingresso della Cina e dell'India ha fatto esplodere i prezzi delle materie prime ed ha schiacciato le retribuzioni con la concorrenza della loro manodopera. Basta guardare come lavorano i cinesi in Italia per capirlo. Molti già parlano di tramonto della civiltà europea, di annientamento dell'identità italiana. E pensano che non ci sia più nulla da fare. È lo scoramento, la resa. Una tentazione pericolosa come lasciarsi scivolare a terra in montagna durante una tormenta, addormentarsi. Mentre stare in piedi, camminare verso il rifugio richiede sforzo, stringere i denti. Ed è facile giustificarci dicendo che non serve combattere, perché loro sono più forti e noi possiamo solo chinare il capo. Invece non è vero. Anche gli altri hanno le loro difficoltà. Anche loro sono presi dallo sconforto. Anche loro sono vulnerabili. Solo che resistono ed è per questo che vincono. Ma chi si arrende, chi si addormenta, quando si risveglia si accorge di aver perso la cosa più preziosa, la libertà. Gli italiani alla fine del 1400 erano il popolo più ricco e potente d'Europa, trent'anni dopo erano dominati da francesi, austriaci e spagnoli e sono rimasti i loro schiavi per tre secoli... Non ripetiamo lo stesso errore. Sì, siamo un piccolo Paese, ma anche la Svizzera lo era, eppure ha sempre saputo conservare orgogliosamente la sua forza economica e la sua libertà. Non è la dimensione di un Paese che lo rende forte, ma l'invenzione, la fantasia, l'astuzia, l'intraprendenza, la lungimiranza, il miglioramento continuo. Ma soprattutto la fiducia in se stessi, la fede e il coraggio.

31 marzo 2008

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mercoledì, marzo 26, 2008
Due grafici che potranno illuminare le buie paturnie di chi deve acquistare materie prime strettamente legate al petrolio...

Grafico andamento Prezzo del Petrolio (dagli anni 50 ad oggi)
 
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Grafico andamento cambio Euro > Dollaro

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Dato che il petrolio e' quotato in Dollari non dovrebbero essere due grafici direttamente proporzionali ? Se non e' questa speculazione... E nonostante questo... l'economia Americana e' in recessione piena (che gli piaccia o no).

Nei miei viaggi ho gia' sentito che alcuni mercati, soprattutto orientali, stanno pensando di cambiare valuta di riferimento negli scambi : il dollaro e' troppo instabile... e stanno pensando all'Euro...
E se questo succedera'... sara' davvero un bel patatrac.


Non importa se vai avanti piano... l'importante e' che non ti Fermi
Confucio
woman alle 11:57 in: paturnie libere
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martedì, marzo 25, 2008
Un estratto dall'ultima analisi del C.S.C.

L'Italia viaggia verso la crescita zero nel 2008. Ai livelli attuali il caro petrolio sottrae 0,6 punti alla dinamica del Pil, la rivalutazione del cambio ne toglie 0,2 (e altri 0,4 nel 2009)

Il differenziale di crescita tra Italia e resto dell'Europa e' tronato ad ampliarsi superando il punto percentuale. Il rallentamento dell'economia italiana e' piu' accentuato di quello tedesco e francese.

Il rallentamento ha cause comuni: perdita di potere d'acquisto per il rincaro delle materie prime (specie energetiche), perdita di competitivita' da rivalutazione del cambio, debolezza USA.  L'Italia ne patisce di piu' per i ritardi nelle riforme necessarie ad adeguarsi alle regole della moneta unica.

Si accentua il calo di fiducia tra le imprese manifatturiere. Il giudizio degli imprenditori sulle condizioni per gli ivnestimenti e' profondamente negativo e ai minimi da tre anni.

La pressione fiscale nel 2008 si manterra' stabile, secondo CSC, al 43,3% del PIL.
Le materie prime tornano a correre: +2,1% i prezzi in euro nella prima settimana di marzo. Prezzi record si sono avuti nell'ultimo mese per petrolio, riso e grano.


Che dire... con un bel panoramino di questo tipo, considerando poi che, la mia azienda:
1. utilizza materie prime strettamente correlate con il Petrolio (dopo il primo tremestre, mi aspetto la mazzata del secondo) e i Metalli (idem)
2. Esporta il 40%, per cui sempre di piu' la svalutazione del dollaro sta' uccidendo i listini
3. vende anche beni strumentali... infatti il mio sentore era che gli imprenditori non vogliano piu' investire, ma questo oramai e' due anni che capita.

E confrontando i risultati ottenuti i primi tre mesi dell'anno, non posso che essere soddisfatta dei risultati.
Il nostro tasso di crescita e' davvero decisamente superiore alla media del mercato. Certo la lotta per mantenere il margine inalterato e' terribile ma sostenibile (se tutta l'organizzazione lavora per questo).

Risultati frutto sicuramente di una politica commerciale adeguata negli utlimi due anni che inizia a dare i suoi frutti ora... di un'organizzazione cha risposto positivamente agli stimoli di cambiamento, o meglio di necessita' di "inversione di marcia"...

Insomma... il carburante giusto per continuare ad accettare i guanti di sfida che, ogni giorno, il mercato ci lancia


"Ma, prima di scendere coraggiosamente nell'arena come un gladiatore dei tempi moderni, porta con te un alleato prezioso e temibile, la cui apparente semplicità non deve trarti in inganno: l'obiettivo"
[Mark Fisher]
woman alle 12:21 in: paturnie libere
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