Woman in Business
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Che tu creda in te stesso quando cento persone non ci credono
e' molto piu' importante che cento persone credano in te quanto tu non ci credi.
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Realta' delle cose...
Postato alle 11:40 di martedì, aprile 01, 2008
da: [woman]

Se prendi un cane che muore di fame e lo ingrassi, non ti mordera'...
E' questa la differenza principale tra un cane ed un uomo
M.Twain

Oggi prendo questa citazione di Mark Twain che mi pare calzare perfettamente il momento che sto' vivendo nelle ultime settimane.
Anche se, nel mio caso, la parte finale sarebbe ...
E' questa la differenza principale tra un cane e un dipendente....

Prendi una persona appena uscita dall'universita', rischi perche' non ha esperienza ma sei disposto ad investire su di lei... la formi, gli insegni il mestiere e poi... puff
"Scelte di vita" cosi' le chiamano... ma poi ti rassicurano dicendoti "vado a fare tutt'altro mestiere".
E questo, personalmente, mi fa' ancora piu' male !

Ed e' gia' il secondo in pochi giorni... non c'e' piu' ambizione... il posto di lavoro scende nella graduatoria delle priorita'... chi ha il potenziale e il talento per fare carriera lo butta al vento.... bah.

E mi rileggo l'articolo che ho citato ieri di Alberoni... and... Show must go on !

Categorie del post: paturnie libere Link Leggi i commenti (9)
Commenti
#1   01 Aprile 2008 - 14:17
 
Hai mai visto il problema dall'altro lato?

Magari il dipendente se ne va perchè le prospettive di crescita e di valorizzazione del proprio potenziale non sono in linea con quello che l'azienda nel tempo concretizza.
Magari non è il tuo caso.. ma prova a pensarci.
Nicola B.
utente anonimo

#2   01 Aprile 2008 - 16:24
 
Grazie Nicola del tuo spunto di riflessione. E' mio solito, prima di dare un giudizio, mettermi anche dalla parte dell'altra persona, ed e' la prima cosa che ho fatto anche in questo caso... ma lo escludo perche' entrambi avevano una grande opportunita' che hanno buttato alle ortiche... scegliendo di fare un lavoro decisamente meno qualificante e con decisamente meno prospettive...
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#3   01 Aprile 2008 - 19:24
 
e, allora, di che ti lamenti? Hai evitato di puntare troppo su cavalli che comunque non erano "tagliati" per gli obiettivi che pensavi di dargli?
Sbagli comunque a prenderla sul personale.
I tradimenti sono altra cosa
H.d.
utente anonimo

#4   02 Aprile 2008 - 08:46
 
Giusto doktor ! Infatti non la vivo come un tradimento... ma permettimi di essere un po' delusa ;)
Ma... show must go on... prendi la pietra, mettila alle spalle... e avanti il prossimo :)
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#5   02 Aprile 2008 - 13:28
 
ultimamente stiamo cercando un praticante. l'ultimo, massimo dei voti, università di prestigio... mi ha detto che era disponibile a lavorare anche 15 ore al giorno..ma che abitando fuori voleva iniziare a lavorare verso le undici per evitare il traffico...

fai te.. ;-)
andrea
utente anonimo

#6   04 Aprile 2008 - 00:21
 
Ti capisco benissimo. Ti racconto (in pillole) la mia esperienza: entro in azienda e dopo pochi mesi mi invento un progetto e il capo mi dice di selezionare una segretaria per aiutarmi. Io ero alle prime esperienze assumo una persona e mi preoccupo per lei, non la considero una segetaria (era laureata e brillante) e faccio di tutto per aiutarla a crescere insieme a me. Dopo 4 mesi chiede di essere trasferita in un'altro settore e dopo 2 mesi se ne va dall'azienda. Ci sono rimasto malissimo, e mi sono domandato cosa avevo sbagliato. Poi sono diventato quadro e dirigente e direttore di quella azienda: negli anni, ho selezionato, assunto e fatto crescere un sacco di gente, e nonostante tante delusioni ho sempre continuato ad assumere persone brillanti e ad occuparmi della loro crescita. In conclusione, e dopo tanti anni vorrei dirti che non c'è una regola, alcuni mi hanno deluso, altri si sono comportati malissimo, ma ho avuto anche persone eccellenti che hanno apprezzato i miei sforzi e che sono cresciuti/e inseme a me. Con alcuni è nato un rapporto vero di reciproca stima e (più raro) di amicizia. Continua così, nonostante le delusioni avrai anche tante soddisfazioni, perchè le persone vere e più intelligenti capiranno i tuoi sforzi, e le soddisfazioni supereranno le delusioni cocenti.

Complimenti per il blog.....ho letto vari post e tornerò a visitarti.
utente anonimo

#7   04 Aprile 2008 - 00:44
 
Ho letto altri post....condivido moltissimo, e anch'io odio in modo viscerale i "distruttori" e mi piacciono le sfide......aggiungo però che mi piace combattere insieme ad altri, creando una squadra. Odio le sfide solitarie......perchè poi, se per caso si vince, è una tristezza infinita festeggiare da soli.
Ciao
Duca
utente anonimo

#8   06 Aprile 2008 - 10:39
 
Chevvofà, chessa è a viita...
'un ce penzà!

: )
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente blualessandro

#9   27 Aprile 2008 - 15:58
 
Ho provato a leggerlo più volte, per poter scrivere un pensiero ben motivato.

Primo aspetto per anni si è spinto tanto sul tasto della flessibilità e sul fatto che una lavoratore doveva abituarsi a cambiare.
Ora questo spingere sulla flessibilità significa anche sminuire il legame di fedeltà con l'azienda, personalmente ho cambiato 3 aziende in meno di 6 anni, ma sinceramente non mi sento in obbligo verso chi mi assunto e formato, perchè fa parte delle regole del gioco la possibilità che tu entri in crisi e mi mandi via, cosi come c'è la possibilità che io riceva un offerta che ritengo più interessante.

Secondo aspetto "è una scelta di vita" può significare semplicemente che il lavoro che fa non lo appaga ed essendo giovane decidere di reinvestire su se stesso entrando in un altro settore, d'altronde la flessibilità implica cercar lavoro in campi non sempre attigui.
Oppure può significare un tentativo di non rompere i ponti con la precedente azienda, in fondo avere un posto dove tornare può essere sempre utile

Jak
utente anonimo

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