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)... mi dedico, vi dedico questa riflessione...
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di Francesco Alberoni
Una grave crisi economica produce profonde trasformazioni nella struttura e nei valori della società. La crisi del 1929 ha messo fine ai cosiddetti «anni ruggenti». Un periodo di sviluppo economico, ma anche di liberalismo sfrenato, di disordine, di spensieratezza e di eccessi. Con la crisi sono ricomparsi lo spettro della disoccupazione, della miseria, il timore del futuro, poi le dittature e la Seconda guerra mondiale. L'attuale crisi economica non avrà un seguito così nefasto, però produrrà un profondo cambiamento del modo di vivere e di pensare degli ultimi trent'anni in cui abbiamo avuto prosperità, sviluppo del terziario, continuo aumento del tempo libero e della scolarizzazione. Perché la nostra società è molto fragile, disunita, al punto che il sociologo Bauman la chiama società liquida. Egli sottolinea che non ci sono più regole forti, si sono indebolite le Chiese, i partiti, tutti i rapporti e non solo quelli di lavoro sono diventati precari, anche nella famiglia, anche nella coppia, mentre l'educazione svanisce e prevale l'impulso immediato.
Ebbene la crisi economica, insieme alla concorrenza delle nuove potenze economiche come la Cina e l'India, potrebbe costringerci a cambiare. Perché esercitano una concorrenza terribile sulle nostre imprese, sul mercato del lavoro, e non potremo più reggere a questa pressione conservando le nostre abitudini liquide, la nostra assuefazione al pressappoco, a rinviare, a complicare, i nostri ritmi di lavoro, la nostra burocrazia pachidermica, la nostra scuola bonacciona. Le società che ci sfidano non sono liquide, sono solide, solidissime hanno smisurate ambizioni, ferrea disciplina. Resisteremo e conserveremo la nostra prosperità solo se sapremo diventare anche noi solidi. E come? Non certo rinunciando alla nostra libertà, ma con una razionalizzazione su cui tutti sono d'accordo, che consideriamo ovvia ma non facciamo. Ci servono amministrazioni pubbliche snelle, un sistema giudiziario rapido, un sistema fiscale equo, una informazione seria, una educazione rigorosa, una scuola e una università che producano altissime competenze. Occorre dare opportunità ai capaci, incominciando dalle donne oggi ancora discriminate. Dobbiamo creare una mobilitazione come se fossimo in guerra, per cui tutti fanno meglio, lavorano di più, studiano di più, inventano di più. Non ci sono più margini per i chiacchieroni, i fannulloni, i ritardatari, i cinici.
21 luglio 2008
Riporto l'articolo di Alberoni di questa settimana, riflessione assolutamente interessante e di cui tutti dovremmo prendere coscienza.
E' finito il tempo dell' approssimazione (Alberoni la chiama liquidita'), e' ora di fare le cose bene, con metodo, e soprattutto di qualita'.
Inoltre, una delle caratteristiche che ho notato nei paesi citati da Alberoni, e non solo, di cui l' Italia e' estremamente carente e' LA DISCIPLINA. Un concetto che in Italia si e' completamente perso.
Ricordo la mia maestra delle elementari "vecchio stampo" che faceva volare i quaderni se venivano fatte "le orecchie" nelle pagine, che dava anche qualche "bacchettata" quando serviva, e che ti metteva in ginocchio dietro la lavagna se avevi il fiocco della divisa disfatto... MAI io mi sarei sognata di risponderle, e soprattutto mai i miei genitori l'avrebbero denunciata.
Ad oggi questo non esiste, a scuola gli studenti sono liberi di far cio' che vogliono, il servizio militare non c'e' piu', alcuni (per fortuna nel mio caso) lavoratori arrivano all'ora che gli pare, si prendono giorni di ferie senza avvisare, i ragazzini vanno all'estero in "vacanza studio" e tornano a casa distesi dentro ad un contenitore metallico ... cani sciolti... senza regole... senza la percezione dei "limiti"... (Nda = per poter porre un limite bisogna avere un valore di riferimento...)
Io, una volta tanto, tornerei indietro... la DISCIPLINA e' indispensabile per poter TORNARE un paese SOLIDO.
Partendo anche dai nostri politici.. che alzano il dito all'inno di Mameli (vergognoso)... a sculacciar rane li manderei.
Buon inzio settimana a tutti.

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